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Dalla teoria alla pratica: pensieri concreti

Proponendoci come struttura educativa dall’approccio eclettico, abbiamo negli anni sviluppato alcuni tratti essenziali che si rifanno ad alcuni autori come:

Piaget: del quale riteniamo fondamentale lo studio sugli stadi di sviluppo del bambino e dell’apprendimento mediante i cinque sensi; per questo ogni attività, spazio e proposta ludica interseca e abbraccia un modo multiforme di relazionarsi col mondo. Il bambino, ha la possibilità di sperimentare spazi e materiali che coinvolgono tutti i sensi (Atelier di cucina, angolo morbido, travasi con diversi elementi, giochi con l’acqua, pittura e attività creative con creta e plastilina, orto verticale in giardino, psicomotricità, canzoni e strumenti musicali, passeggiate nel bosco, laboratorio della natura…).

Pikler: dalla quale abbiamo preso spunto per i concetti di salute, attività autonoma, relazione privilegiata. Proponiamo un modello di intervento e di cura che tiene conto del bisogno del piccolo; cercando di conoscere e monitorare i progressi e le necessità del bambino, per poter rispondere al meglio alle sue esigenze. Fondamentale è poi la cura degli ambienti sono suddivisi in angoli-gioco, dove il bambino può muoversi liberamente secondo le proprie esigenze e i propri gusti, e in piccoli settori adibiti al riposo, i quali sono ritagliati all’interno stesso della sala per garantire costante controllo e rispetto del ritmo di ognuno. Lo spazio del giardino offre poi la possibilità di scoperta ed esplorazione attraverso giochi fissi (altalene, scivolo, …) e attività a seconda della stagione (cassa della sabbia, piscina gonfiabile); uscire all’aperto il più possibile è per noi fondamentale per assicurare ai piccoli la massima salute e libertà ambientale. Garantiamo inoltre momenti privilegiati di cura, che sono gesti d’accudimento nei quali il bambino conosce e si rapporta con l’altro, riconoscendosi nei legami interpersonali che matura. Esse si esplicano tramite attività legate all’alimentazione, al riposo, all’igiene e al gioco; sono attimi che intendiamo sviluppare in un rapporto di continuità con i gesti a cui il bambino è abituato in famiglia, e pertanto contiamo sulla possibilità di confrontarci col genitore in merito alle aspettative che ha. La salute, l’autonomia e le relazioni si concretizzano anche nelle attività che assecondano il bisogno del bambino di rispetto del proprio ritmo, di sollecitazione manuale, percettiva, uditiva, olfattiva e gustativa. Il bambino deve poter entrare in contatto con l’ambiente circostante e ricevere da questo le informazioni che gli consentiranno di orientarsi tramite i cinque sensi, potendo contare su un’organizzazione che si declina sulle sue singole caratteristiche. Tramite le educatrici, che si propongono quali garanti della relazione che intercorre tra il bambino, la famiglia e la struttura, proponiamo una alleanza privilegiata per favorire al meglio l’adempimento degli obiettivi, delle cure e degli interventi che quotidianamente offriamo per il benessere dei bimbi. Tale modalità esprime l’approccio con il quale intendiamo dare evidenza all’unicità di ciascuno, senza tralasciare la dimensione collettiva che riteniamo arricchente per tutti.

Montessori: uno spazio a misura di bambino e l’importanza del “fare da soli”. Il nostro servizio propone spazi adeguati alle competenze fisiche e neurologiche della fascia di sviluppo di ogni bambino, tenendo conto di quanto sia importante per i bambini garantirgli una zona di sviluppo prossimale (riferimento a Vygotskij). Sedie, tavoli, attaccapanni, panchine, lavandini, armadi, stoviglie….tutto è a misura di bambino, alla sua portata. Questo perché crediamo nella capacità e nella competenza del bambino di voler sperimentare da sé i gesti quotidiani che sviluppano la sua autonomia. Inoltre, la suddivisione in angoli gioco, opportunamente caratterizzati (angolo dei travestimenti, angolo morbido, angolo lettura, casetta del gioco simbolico…) permette un orientamento specifico del bambino, che può assecondare il suo interesse specifico. La scelta dei materiali naturali (soprattutto legno) e la possibilità di offrire al bambino attività di vita pratica (ad esempio tagliare la frutta per la macedonia su un piccolo tagliere sotto la supervisione attenta dell’adulto) rientrano nei concetti base ereditati dall’approccio montessoriano al quale facciamo riferimento.

Goldschmied: la sicurezza affettiva e l’educatore come regista educativo. Nel nostro servizio proponiamo attività ludiche ed educative (come ad esempio il gioco euristico e il cestino dei tesori) che prevedono l’incontro con oggetti di uso comune e materiali naturali, in una esplorazione spontanea del bambino. L’educatore, che assume il ruolo di garante affettivo tramite una relazione privilegiata di qualità, predispone attività, ambienti e spazi mettendosi in atteggiamento di ascolto attivo e osservazione; il sistema della coppia educativa di riferimento prevede la co-costruzione empatica di accordi educativi specifici per offrire alla coppia genitore-bambino tutta la qualità di un approccio inclusivo, individualizzato ed ecologico.

Winnicott: Il gioco è sempre un’esperienza creativa e la capacità di giocare in maniera creativa permette al bambino di esprimere l’intero potenziale della propria personalità, “grazie alla sospensione del giudizio di verità sul mondo, a una tregua dal faticoso e doloroso processo di distinzione tra sé, i propri desideri, e la realtà, le sue frustrazioni”. In questo modo, attraverso un atteggiamento ludico verso il mondo, ogni bambino può entrare in contatto col proprio Io e imparare a costruire la propria personalità.

 

La creatività non consiste, secondo il grande psicanalista, nei prodotti dei lavori artistici, siano essi quadri o sinfonie o anche manicaretti culinari, che sono meglio definibili come “creazioni”, ma è invece costituita dalla “maniera che ha l’individuo di incontrarsi con la realtà esterna”: essa “è universale, appartiene al fatto di essere vivi” e “si può considerare come una cosa in sé, qualcosa che…è necessario se l’artista deve produrre un lavoro d’arte, ma anche qualcosa che è presente quando chicchessia…guarda in maniera sana una qualunque cosa o fa una qualunque cosa deliberatamente”. La creatività non può essere mai del tutto annullata, anche nei casi più estremi di false personalità, tuttavia può restare nascosta e questo viene a determinare la differenza tra il “vivere creativamente e il semplice vivere”. Nel nostro servizio facciamo riferimento a questa teoria quando, appunto, proponiamo ai bambini di sperimentare il proprio impulso creativo, aldilà del prodotto finale; in quanto appunto l’esperienza della manipolazione, della pittura, del disegno, della creta ecc….sono di per sé arricchenti.

Daniel Goleman: spiega che il suo approccio all’intelligenza emotiva prevede quattro dimensioni di base: La prima è l’auto-coscienza, e fa riferimento alla nostra capacità di comprendere quello che sentiamo e di restare attaccati ai nostri valori, alla nostra essenza. Il secondo aspetto è quello dell’auto-motivazione e della nostra abilità di orientarci verso le nostre mete, di recuperare i contrattempi, di gestire lo stress. La terza ha a che vedere con la coscienza sociale e con l’empatia. La quarta dimensione è senz’altro la pietra filosofale dell’Intelligenza Emotiva: la nostra capacità di relazionarci per comunicare, raggiungere accordi e creare connessioni positive e rispettose con gli altri. Nel nostro nido facciamo riferimento a questi concetti attraverso il Laboratorio delle emozioni, l’empatia con cui entriamo in contatto coi bisogni dei bambini e dei genitori, il confronto con l’equipe, l’accordo tra adulti per la gestione del bambino ecc…

Ainsworth e Bowlby: le teorie dell’attaccamento. Facciamo riferimento a queste teorie quando facciamo l’ambientamento, quando costruiamo legami con i bambini del nostro gruppo e quando gestiamo le crisi di abbandono dei bambini; ci troviamo inoltre difronte a questi concetti quando ci sono i passaggi di sala, i cambi di maestre, personale in vacanza o altro…tutto ciò che riguarda la destabilizzazione del bambino e la fiducia che costruiamo con la famiglia e il gruppo. La coppia educativa di riferimento prende le mosse da queste teorie, in quanto con questo modello proviamo a rispondere alle esigenze organizzative di creare un legame efficace e duraturo.